lunedì 12 marzo 2012

Il pannolino, questo sconosciuto...



Il cambio del pannolino
Il cambio del pannolino andrebbe fatto prima di ogni poppata e ogni volta che il bambino si scarica. Può succedere quindi che il pannolino sia da cambiare anche dopo il pasto. Per rendere più rapida quest’operazione, prima di svestire il piccolo è importante accertarsi di avere a portata di mano tutto ciò che serve. E cioé:


• Salviettine umidificate
• Cotone idrofilo
• Fazzoletti di carta
• Salviette in cotone o spugna
• Un detergente specifico per bambini
• Una crema protettiva per il sederino

Come fare, passo per passo

Se il bambino ha fatto solamente la pipì, i primi giorni per pulirlo al cambio del pannolino potete usare solamente acqua tiepida. In presenza di feci, invece, utilizzate un detergente molto delicato. 



Se è un maschietto
• Lavatevi le mani e adagiate il piccolo sul fasciatoio. Se il pannolino è di tessuto, rimuovete le feci con un angolo pulito del pannolino stesso; se è usa e getta, limitatevi a sollevare le alette che assicurano il pannolino alla vita. Spesso, infatti, i maschietti fanno pipì non appena gli viene tolto il pannolino. Attendere quindi qualche secondo con il pannolino ancora al suo posto, mettendovi al riparo da eventuali... sorprese!
• Quindi aprite il pannolino, eliminando le feci con dei fazzoletti di carta, che lascerete su di esso, ripiegandolo sotto il bambino.
• Inumidite un batuffolo di cotone con acqua e una goccia di detergente liquido e iniziate a pulire il piccolo, frizionando il pancino fino all’ombelico.
• Con un altro batuffolo di cotone pulite con cura le pieghe cutanee alla sommità delle gambe e alla base dei genitali, procedendo verso l’esterno. Infine, spostate delicatamente i testicoli e lavate con attenzione l’area sottostante.
• Rimuovete ogni traccia di sporco anche dall’area attorno al pene, spostandolo, se necessario, con estrema delicatezza.
• Ora sollevate le gambe del bimbo, tenendolo per le caviglie e pulite (utilizzate batuffoli di cotone puliti) l’ano, le natiche e la parte posteriore delle cosce. Solo a questo punto togliete il pannolino nel quale avrete depositato i batuffoli sporchi.
• Tamponate la parte con un fazzoletto di carta o con una salvietta morbida.
• Applicate uno strato di crema protettiva su tutta la zona: al di sopra del pene (ma non su di esso), intorno ai testicoli e sulla natiche.
• A questo punto fategli indossare il pannolino pulito.

Se è una femminuccia:

• Lavatevi le mani e adagiate la bimba sul fasciatoio. Se il pannolino è di tessuto, rimuovete le feci con un angolo pulito del pannolino stesso; se è usa e getta, apritelo sollevando le alette che lo tengono assicurato ai fianchi ed eliminate lo sporco utilizzando dei fazzoletti di carta.
• Deponete i fazzoletti sporchi sul pannolino, che piegherete sotto il sederino della piccola, dopo averla sollevata leggermente per le caviglie.
• Con un batuffolo di cotone inumidito con acqua e poche gocce di detergente liquido frizionate il pancino.
• Con un altro batuffolo imbibito, pulite con attenzione in corrispondenza dielle pieghe cutanee alla sommità delle gambe, procedendo verso il basso e l’esterno.
• Ora sollevate le gambe e il sederino della piccola tenendola per le caviglie e pulite i genitali. Procedete sempre dalla vulva all’indietro, per evitare di trasportare eventuali batteri dall’ano alla vagina. Pulite solo il lato esterno delle piccole labbra.
• Con un altro batuffolo di cotone, pulite con cura il sederino e le cosce procedendo verso l’ano.
• Dopo aver rimosso ogni traccia di sporco, tamponate la parte con una salvietta morbida.
• Applicate uno strato di crema protettiva e fate indossare alla bimba il pannolino pulito.



A proposito di pannolini
Per almeno i primi 2-3 anni di vita, finché il bambino non inizia ad acquisire il controllo degli sfinteri, i pannolini sono indispensabili. Ve ne sono di due tipi: quelli usa e getta, da buttare a ogni cambio e quelli in stoffa, da lavare e riutilizzare.

I pannolini usa e getta 

Sono i più diffusi. Sono fatti a mutandina, con due strisce adesive, dette alette, per fissarli sui fianchi. Sono proposti in diverse misure - a seconda del peso del bimbo - e spessori, oltre che in modelli specifici per maschietti e femminucce. I primi sono più assorbenti nella parte anteriore, dove si concentra maggiormente la pipì, mentre quelli per le bambine assorbono di più nella parte centrale. Per un cambio adeguato sono necessari circa 40 pannolini alla settimana.
I vantaggi 
• Sono molto pratici e facili da usare e permettono un cambio veloce anche in situazioni di emergenza
• Fatti in fibre che rispettano la pelle del bambino, sono molto assorbenti e resistenti
• Sono dotati di fasce laterali, particolarmente contenitive
Gli svantaggi
• Sono talmente assorbenti da dare, talvolta, l’idea di asciuttezza, pur essendo bagnati In questo modo ritardano il cambio del pannolino, favorendo arrossamenti ed eritemi
• Hanno un costo elevato
• Non sono biodegradabili

I pannolini di stoffa 

Possono essere in cotone o spugna. Quale che sia il materiale, sono costituiti da una ‘pezza’ di stoffa da ripiegare e fissare alla vita del bebé con una spilla da balia, nella maggior parte dei casi aggiungendo strati filtranti e ‘sigillando’ il tutto con una mutandina in tessuto o di plastica. Per un cambio adeguato è necessaria una dotazione di 24 triangoli e 24 ciripà.
I vantaggi
• Non irritano la pelle sia perché sono di tessuto sia perché, essendo meno assorbenti dei pannolini usa e getta, richiedono un cambio frequente. Sono quindi particolarmente adatti ai neonati, che hanno la pelle molto delicata e producono una quantità minore di feci e di urina.
• Sono molto meno inquinanti dei pannolini usa e getta, anche se per essere lavati richiedono l’impiego di grandi quantità di detersivo e di energia elettrica.
• Sono più economici rispetto ai pannolini usa e getta, in quanto hanno solo il costo iniziale.
Gli svantaggi 
• Non hanno una capacità assorbente adeguata per le esigenze di un bambino più grandicello.
• Non sono pratici: presentano difficoltà nel cambio, soprattutto quando il piccolo inizia a non stare più fermo.
• Il lavaggio richiede tempo e impegno.
• Richiedono una certa abilità al momento della ‘preparazione’: vanno piegati ad arte in modo da risultare pratici per il bimbo.
• Se non aderiscono perfettamente possono lasciare fuoriuscire pipì o cacca.


Come si mette un pannolino?
Se è usa e getta 

• Aprite il pannolino pulito e collocatelo sul fasciatoio con le alette autoadesive rivolte verso l’alto. Quindi sollevate il bimbo tenendolo per le caviglie e fate scivolare il pannolino sotto al sederino e poi più su, fino a quando il bordo superiore del pannolino avrà raggiunto la vita del bebè.
• Sollevate la parte anteriore del pannolino e ripiegatela sul pancino. Nel caso di un maschietto, orientate il pene verso il passo, per evitare che facendo pipì bagni la fascia in vita.
• Con una mano allungate un’estremità del pannolino sul fianco del piccolo, mentre con l’altra mano sollevate l’aletta autoadesiva dello stesso lato. Sovrapponetele, in modo che aderiscano l’una all’altra.
• Ripetete l’operazione dall’altro lato, verificando che il bordo superiore del pannolino sia orizzontale e gli spazi per le gambine simmetrici.
• Se il pannolino è stato sistemato nel modo corretto aderisce bene in vita, senza stringere. Tra il pancino e il pannolino deve essere rimasto spazio sufficiente per un dito.

Se è in tessuto 
• Per prima cosa occorre piegare il pannolino in modo che possa ‘calzare’ perfettamente.
Ecco come fare:
- stendete il pannolino, quindi ripiegate due estremità verso il centro, facendole aderire
- portate verso il centro la punta superiore.
- portate verso il centro anche la punta inferiore. A questo punto appoggiate - in senso verticale - il tessuto filtrante.
• Una volta piegato, posizionate il pannolino sotto al sederino del piccolo, che avrete sollevato leggermente prendendolo per le caviglie. Il bondo superiore del pannolino deve coincidere con la vita del bebè.
• Ripiegate verso l’interno - di circa 4 centimetri - i bordi lunghi del pannolino.
• Fate passare il lembo corto del pannolino fra le gambe del piccolo, tirandolo il più possibile. Se è un maschietto, orientate il pene verso il basso.
• Mantenendo in posizione il pannolino con una mano, con l’altra afferrate uno degli angoli laterali e sovrapponetelo sul pancino del bimbo.
• Ora sovrapponete anche il secondo angolo, tirandolo affinchè il pannolino aderisca bene.
• Ora fissate il pannolino posizionando la spilla di sicurezza in senso orizzontale, in modo che trattenga entrambi gli angoli del pannolino e la parte centrale.

S.O.S. sederino arrossato
La pelle del lattante è molto più sottile di quella degli adulti ed è ancora pressoché priva della invisibile pellicola, il film idrolipidico, che protegge l’epidermide dalle aggressioni esterne. Per questo è predisposta ad arrossamenti, soprattutto nelle zone più a contatto con sostanze irritanti come le feci e la pipì, che per il loro grado di acidità superano facilmente le deboli barriere difensive dell’epidermide.
In genere il disturbo si manifesta in un’area limitata della pelle: quella coperta dal pannolino e sottoposta maggiormente allo sfregamento, per esempio lungo la piega dell’elastico. Se l’arrossamento viene trascurato, può arrivare a ricoprire l’intera zona dei genitali, che assumerà un colore rosso vivo sempre più intenso. Non solo: è possibile una dermatite da pannolino non curata tempestivamente sia accompagnata dallo sviluppo successivo di una dermatite dovuta a un fungo, la Candida albicans.

Le situazioni critiche
Tutte le situazioni che possono provocare un’alterazione della consistenza delle feci predispongono il bambino alla dermatite. Le più comuni? Eccole. 
• La dentizione: è spesso causa di scariche frequenti e dalla consistenza molto liquida. 
• Le infezioni intestinali: sono disturbi che provocano ripetuti episodi di diarrea. In questi casi è bene aumentare il numero dei cambi in modo da limitare il ristagno di feci e pipì sulla pelle.

Le piccole cure quotidiane

• Se il bambino ha la pelle particolarmente delicata e arida, che si arrossa facilmente, potete mettere nell’acqua del bagnetto un po’ di olio di vaselina, che ha una funzione emolliente.
• Se il sederino è arrossato non lavate il bambino con eccessiva frequenza e comunque tenetelo immerso nell’acqua per un tempo piuttosto breve (pochi minuti).
• Cambiate il pannolino ogni 3-4 ore circa, possibilmente anche durante la notte.
• Ogni volta che togliete il pannolino lavate i genitali del piccolo con acqua e un detergente specifico. Asciugate poi la pelle con cura, ma delicatamente, tamponandola con un asciugamano morbido di spugna.
• Dopo ogni lavaggio applicate uno strato di pasta all’ossido di zinco (si trova in farmacia), che forma una barriera protettiva.


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